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Cellulite: cos’è e come combatterla

In questo voglio parlarvi della cellulite trattando questo problema sia esteticamente che anatomicamnete; sintomi, cause, rimedi ed i trattamenti che possono aiutare a diminuirne l’intensità e curarne le forme più gravi

Può sembrare strano, ma quello che oggi è un inestetismo, una volta era un punto di bellezza: tra il sedicesimo e diciassettesimo secolo, infatti le donne abbondanti, prosperose e con molta cellulite erano considerate simbolo di femminilità e prosperità. Oggi invece si dà importanza alla linea e alla forma fisica; infatti la cellulite è diventata una cosa da eliminare. Nasce in Francia, all’inizio di questo nostro XX secolo, il termine “cellulite”, che viene dapprima usato per indicare un inestetismo generico delle gambe e dei fianchi, assimilato a diverse affezioni. Si deve arrivare agli anni 70 perché il concetto di cellulite  come malattia cominci a farsi strada in ambito medico. Alla fine degli anni 70 si conosce quasi tutto sulla cellulite e si comincia anche a trattarla medicamente come malattia anche se la sua conoscenza è tuttavia limitata ad una parte ristretta di studiosi, per cui le pazienti si rivolgono alle estetiste; che usano cure come i bagni in paraffina; i massaggi, le saune e le creme; mentre i poche medici che se ne occupano si servono di diete dimagranti spinte all’estremo, di estratti di tiroide, di diuretici.

 

Aumenta invece, nei confronti della cellulite, l’interesse della stampa, dei settimanali femminili, abbandonando i problemi del dimagrimento. Gli inizi degli anni 80 vedono ancora la cellulite come protagonista dei giornali e soprattutto del pubblico femminile, mentre si allarga l’interesse di questa malattia per i medici. Alla fine degli anni 80 la cellulite è trattata quasi ovunque come malattia; se ne conoscono cause e meccanismo di formazione, sintomatologia, si effettuano cure mediche di base, insieme a trattamenti specifici, medici e chirurghi. La cellulite non è solo un disturbo estetico, ma è una vera e propria patologia del microcircolo, ovvero di quella parte di piccoli vasi che uniscono le arterie alle vene e si trovano nel sottocute. La cellulite si sviluppa su un terreno costituzionale predisposto da caratteristiche anatomiche, ormonali e metaboliche sulle quali agiscono eventi scatenanti come l’alimentazione errata, la sedentarietà, le patologie venose e alcune terapie ormonale; interessa l’ipoderma, un tessuto di natura prevalentemente adiposa posizionato tra il derma e lo strato muscolare sottostante di alcune particolari regioni anatomiche e colpisce circa l’ 80-90% dei soggetti di sesso femminile.

Aspetto “a buccia d’arancia”

Le regioni interessate sono quelle che vanno dalla vita in giù, ma non è raro trovare la cellulite nella regione addominale e nella regione tricipite.In queste regioni, la cellulite si manifesta con il tipico aspetto “a buccia d’arancia” della cute ed è dovuta alla presenza nello strato sottocutaneo di un aumento del numero e delle dimensioni delle cellule di grasso localizzate al di sotto del derma. Le regioni interessate dalla cellulite presentano una riduzione del tono della muscolatura sottostante e una riduzione della vascolarizzazione locale per patologie del microcircolo venoso e linfatico ma anche come conseguenza del minor tono muscolare della regione interessata. Il grado di cellulite va da uno stadio di edema fino a processi sempre più severi e più difficilmente reversibili (aspetto a buccia d’arancia) e lesioni permanenti (sclerosi) che sono evidenti come nodosità dolenti e dure del sottocute (aspetto a materasso). Queste alterazioni comportano disturbi diffusi come pesantezza, senso di tensione, edema, dolore e crampi.

SINTOMI DELLA CELLULITE

  • Dolore al tatto: toccando la zona superficialmente o in profondità si avverte fastidio che dura a lungo, a volte anche allo sfioramento
  • Presenza alla palpazione di micro o macronoduli
  • Presenza di smagliature e teleangectasie
  • Predisposizione ai lividi: basta una bottarella e compare una macchia bluastra, dovuta ai vasi sanguigni fragili e alla circolazione alterata
  • Sensazione di peso: si avverte anche se non si e’ affaticati
  • Cute: difficilmente sollevabile in pieghe nella forma compatta, o facilmente spostabile nelle forma molle
  • Stanchezza alle gambe: colpisce anche se non si e’ camminato molto
  • Formicolii alle dita dei piedi: compaiono accavallando le gambe
  • Dolori muscolari: si concentrano sul polpaccio
  • Dolore al risveglio: ci si sente legati nei movimenti e diventano faticosi e dolorosi
  • Stanchezza: ci si stanca per un nonnulla
  • Senso di freddo alle estremità.

CELLULITE NELLE SUE DIVERSE FASI EVOLUTIVE

  • FASE EDEMATOSA: È la fase precoce, in cui prevale il ristagno di liquidi a livello tessutale e la cellulite si apprezza solo all’ispezione obiettiva durante la pressione digitale; può essere presente gonfiore e pesantezza degli arti inferiori; in questa fase, se ben trattata, la cellulite scompare.
  • FASE FIBROSA: A questo livello il problema è più ampio e coinvolge il tessuto adiposo dell’ipoderma; la cellulite è visibile (“buccia d’arancia”): il ristagno di liquidi e la cattiva circolazione producono un rigonfiamento adiposo (adiposità cellulitica); a questo punto si formano piccoli noduli e il tessuto connettivo di sostegno perde elasticità e diventa più rigido.
  • FASE SCLEROTICA: È il risultato finale del processo di degenerazione tessutale; a questo stadio i noduli risultano più grossi, induriti e dolenti; la pelle presenta avvallamenti e gonfiori evidenti, che le conferiscono l’aspetto “a materasso”.

 

FATTORI FAVORENTI LA CELLULITE

  • RAZZA: La razza bianca è la più predisposta. Principalmente sono colpite le popolazioni del Nord per motivazioni, che vanno cercate in un differente regime alimentare, in cui si prediligono grassi a scapito di carboidrati complessi e di vegetali e si eccede nel consumo di alcolici.
  • FAMILIARITÀ: Per la presenza di malattie endocrino-metaboliche ereditarie ma anche di errori nutrizionali comuni. Non possiamo dire che la cellulite sia ereditaria nel senso del termine, quello che si eredita è il terreno familiare dove convivono errate abitudini alimentari e di igiene di vita, che ne favoriscono l’insorgenza.
  • SQUILIBRI ORMONALI: Esiste una relazione tra la comparsa o il peggioramento della cellulite e alcuni squilibri ormonali intensi non come vere patologie, ma come la ridotta funzione di alcune ghiandole come ad esempio la tiroide, il pancreas endocrino con l’aumentata produzione di insulina stimolata da un eccesso di zuccheri, l’assunzione terapeutica o contraccettiva di estroprogestinici, l’assunzione terapeutica di cortisonici o un’abnorme risposta surrenalica a vari stimoli stressanti. In particolare, l’assunzione di estrogeni, sia per via terapeutica che per via alimentare (involontaria, negli alimenti di provenienza animale), provoca delle alterazioni tipiche caratterizzate da un aumento del grasso corporeo, ritenzione di liquidi, aumento della permeabilità capillare e dei radicali liberi. Un utilizzo improprio di ormoni tiroidei e surrenalici provoca un aumento del catabolismo proteico con conseguente riduzione della massa muscolare ed ipotonia: la riduzione del tono muscolare (ipotonia) o della massa muscolare (sarcopenia), è causa importante di cellulite al pari del sovrappeso.
  • ASSUNZIONE DI ESTROPROGESTINICI: La pillola anticoncezionale è normalmente costituita da ormoni estrogeni e progesterone. È soprattutto agli estrogeni che viene imputato un effetto di rilasciamento sulle fibre elastiche e muscolari delle pareti dei vasi venosi e linfatici, con perdita del tono e aumento della permeabilità capillare e con fuoriuscita di liquido nello spazio intercellulare. Al progesterone è imputabile la maggior ritenzione di sodio e di acqua. In alcune donne l’assunzione della pillola scatena la comparsa della cellulite.

DISORDINI ALIMENTARI: I disordini più frequenti sono quelli caratterizzati da eccesso di zuccheri semplici e grassi e da riduzione di fibre, frutta e verdura. Si utilizzano sempre più spesso alimenti con conservanti, ricchi di sodio, che provocano la ritenzione idrica che, prima o poi, favorirà l’edema interstiziale e il lipolinfedema o la lipodistrofia. In questi casi, l’aumento dei liquidi interstiziali, spesso unito all’aumento di grasso, interferisce con gli scambi nutritivi provocando una  riduzione della funzione cellulare e l’avvio di processi di alterazione tessutale. Più il grasso aumenta, più si allontana dalla circolazione e meno ossigeno arriva alle cellule adipose. Inoltre, le diete alimentari non corrette, quelle sbilanciate e protratte per periodi eccessivi possono condurre alla comparsa della cellulite. Le diete ipoproteiche possono causare la riduzione della presenza di proteine nel sangue con un aumento della permeabilità capillare e stravaso di liquidi. Le diete iperproteiche, se non bilanciate da un sufficiente apporto di frutta e verdura, comportano un’acidificazione dei liquidi biologici e dei compartimenti, dove avvengono importanti reazioni metaboliche. Le diete ipocaloriche eccessive o protratte possono provocare una perdita del tono muscolare e, in alcuni casi, delle modificazioni ormonali, che peggiorano la cellulite. In tutti i casi, gli estremismi dietetici possono condurre a importanti modificazioni dei ritmi e della funzione intestinale con riduzione della sua funzione, peggioramento dell’aspetto cutaneo e peggioramento della ritenzione nelle regioni inferiori del corpo.

ALTERAZIONI DELL’APPARATO DIGERENTE: STIPSI. La stipsi provoca un ristagno di feci nell’ampolla rettale con conseguente dilatazione del sigma ( porzione del colon che procede il retto) e sensazione di disagio e di gonfiore, che in alcuni casi si ripercuote a livello psichico (malessere, irritabilità, svogliatezza, difficoltà nella pratica sportiva, ecc) e organico (gonfiore alle gambe per ostacolo al deflusso venoso e linfatico). La stipsi peggiora la cellulite.

ALTERAZIONE DELL’APPARATO INTESTINALE: DISBIOSI. Si tratta di un particolare forma di alterazione della funzione intestinale dovuta alla variazione della flora microbica intestinale fisiologica, che viene sostituita da germi patogeni. La conseguenza di tale disfunzione risulta in una incompleta eliminazione di tossine di provenienza alimentare che, in tal modo, vanno a depositarsi nella matrice interstiziale con conseguente limitazione alle fisiologiche funzioni intestinali. La ridotta funzione intestinale è in grado di peggiorare la cellulite.

ERRORI NELLA POSTURA: Se la postura e cioè il modo di stare in piedi o di camminare non è corretto, si possono creare delle anomalie nella distribuzione del carico del peso corporeo in grado di ripercuotersi sul tessuto sottocutaneo, deformando le fasce connettivali di sostegno, in particolare di quelle zone del corpo su cui maggiormente incide il carico (anche, ginocchia e arti inferiori). Anche mantenere per lungo tempo semplici posizioni fisse come la stazione eretta o seduta rende difficoltoso il ritorno del sangue venoso.

STILE DI VITA: Dovrebbe prevedere un giusto equilibrio tra l’alimentazione, l’attività fisica, lo sforzo lavorativo sia fisico che mentale, nonché un adeguato riposo, cercando di limitare le cause di stress che, agendo sull’umore, possono indurre abusi alimentari o farmacologici.

COMPRESSIONI ESTERNE: Non solo l’uso di indumenti eccessivamente stretti, ma anche lo stare tanto tempo seduti o con le gambe accavallate, producono compressioni, che possono rallentare il deflusso venoso e creare i presupposti per la cellulite. Anche le scarpe con i tacchi alti sono controindicate in quanto non consentono una normale azione di flessione e spinta del piede che funge da “pompa” sanguigna (per questo detto anche secondo cuore).

TABAGISMO

Il fumo di sigarette produce alla lunga una rigidità della parete delle arterie, con riduzione dell’arrivo di ossigeno in periferia, relativa ipossia dei tessuti e riduzione della lipolisi (scissione dei grassi); inoltre favorisce la produzione dei radicali liberi in grado di provocare un danno alla parete dei piccoli vasi e alla membrana degli adipociti che, diviene insensibile agli stimoli lipolitici.

UMORE: Le alterazioni dell’umore, in particolare la sua riduzione, provocano errori alimentari (soprattutto eccesso di zuccheri semplici) e di stile di vita, quindi facilitano la cellulite. Anche la carenza di una gratificazione sessuale può causare delle turbe nella psicologia dell’individuo che inducono ad eccessi alimentari riparatori.

SEDENTARIETÀ: La sedentarietà peggiora ulteriormente la situazione soprattutto se associata a fumo, alcool ed eccesso di caffè.L’attività motoria sistematica potenzia l’apparato cardiocircolatorio e respiratorio, attiva la circolazione sanguigna, aumenta l’ossigenazione cellulare facilitando i processi metabolici e migliora il tono dei muscoli impegnati.

TIPI DI CELLULITE

  • LA CELLULITE COMPATTA: Colpisce soprattutto i soggetti in buona forma fisica con una muscolatura tonica poco mobile: la zona più interessata è spesso dolente e sulla cute compaiono delle smagliature, si localizza sulle ginocchia, cosce e sui glutei. È la forma più comune, è dura, tende l’epidermide (strato più superficiale della pelle) al massimo si presenta soda sotto le dita; è aderente ai piani sottostanti e non si modifica in rapporto alla posizione del soggetto. Raramente dolorosa al tatto o spontaneamente, si accompagna quasi sempre a segni di affaticamento venoso o linfatico di ritorno degli arti inferiori. Si notano: facilità all’ematoma ed alle smagliature, espressione quest’ultima di un disagio delle fibre elastiche del derma (secondo strato della pelle). È la forma più facile da trattare ed i risultati possono essere talvolta ottimali.
  • LA CELLULITE MOLLE: Colpisce in persone di mezza età che hanno tessuto ipotonico o in soggetti che variano di peso. La cellulite molle è costituita da infiltrati mobili con presenza di noduli sclerotizzati; si localizza all’interno delle cosce e delle braccia.
  • LA CELLULITE EDEMATOSA: È caratterizzata dalla presenza di una componente idrica: ristagno liquido dei glutei e del bacino conferiscono ai tessuti un aspetto gonfio e spugnoso. È molto dolente al tatto e spesso anche spontaneamente. È sempre assocciata ad una cattiva circolazione venosa e linfatica degli arti inferiori: inizialmente compare solo un senso di pesantezza e di tensione alle gambe ed ai piedi; col passare degli anni si possono aggiungere segni più marcati di insufficienza venosa fino ad avere la presenza di gonfiori tali che la digitopressione lascia un incavo persistente sulla pelle. Questa forma costituisce lo stadio finale della degenerazione ed è caratterizzata da tessuto spugnoso, cascante in posizione eretta ed oscillante durante la deambulazione. Alla palpazione il tessuto muscolare è praticamente inconsistente. La terapia è estremamente difficile ed inizialmente deludente. Gli esercizi ginnici mirati giocano un ruolo fondamentale. Colpisce prevalentemente la parte bassa delle gambe, i piedi e le caviglie dando origine alle cosiddette “gambe a colonna”.

QUALI POSSONO ESSERE I RIMEDI PER LA CELLULITE?

  • Fare sport: su una pelle elastica la cellulite si vede meno.
  • Curare la salute della pelle.
  • Eliminare fumo ed alcool.
  • Bere molta acqua.
  • Mangiare molta verdura e frutta.
  • Fare una dieta equilibrata, senza però perdere troppo velocemente i chili in eccesso.
  • Massaggio classico: Il massaggio estetico, basato su manipolazioni e frizioni, serve a drenare i liquidi in eccesso e aiuta l’eliminazione di gonfiori e pesantezza alle gambe. E’ un ottimo rilassante che aiuta a ridurre alcuni scompensi dell’organismo causati dallo stress e dall’ansia che contribuiscono indirettamente alla comparsa della cellulite.
  • Linfodrenaggio: serve a riattivare la circolazione linfatica, responsabile dello smaltimento delle tossine dell’organismo.

Si basa su manipolazioni che hanno il compito di convogliare la linfa dagli arti inferiori verso il tronco, laddove si trova lo sbocco finale.

  • Ionoforesi: è un macchinario che sfrutta la corrente elettrica a basso voltaggio, facendola passare da un polo all’altro (polo positivo – polo negativo) aiutando così l’assorbimento dei principi attivi delle sostanze. Si applica sulla zona dove è presente l’inestetismo.
  • Pressoterapia: è utilizzata soprattutto su pazienti che oltre a manifestare inestetismi dovuti alla cellulite presentano edema e gonfiori. Si effettua inserendo le gambe in speciali gambali che, gonfiandosi e sgonfiandosi aritmicamente determina una pressione sui vasi sanguigni, drenano i liquidi, riattivano la circolazione ed hanno un’azione rilassante.
  • Ginnastica passiva: viene effettuata tramite uno stimolatore elettrico. Questo macchinario serve per contrarre involontariamente il muscolo rendendolo più tonico quindi migliorando l’aspetto visivo della cellulite. Inoltre riattiva la circolazione.
  • Mesoterapia: trattamento di esclusiva pertinenza medica, che consiste in iniezioni locali, intradermiche e/o sottocutanee, con aghi e iniettori speciali, di piccole dosi diluite di farmaci (anestetici, vasodilatatori, vitamine ecc.).
  • Ultrasuonoterapia: grazie alle vibrazioni indotte dagli ultrasuoni si determinano fenomeni chimici, umorali, meccanici e termici che favoriscono l’assorbimento cutaneo dei farmaci e stimolano la circolazione sanguigna e linfatica locale.
  • Laserterapia: il laser agisce migliorando la microcircolazione e l’ossigenazione delle cellule.

È particolarmente indicato nella cellulite che si presenta molle ed edematosa.

  • Ozonoterapia: immissione di ozono che ha la caratteristica di rompere la catena chimica di acidi grassi insaturi rendendoli idrofili (facilmente eliminabili).

Interviene sui fosfolipidi delle membrane cellulari dei globuli rossi del sangue aumentando la viscosità e l’ossigenazione sanguigna.

  • Elettrostimolazione: stimola la capillarizzazione e il metabolismo favorendo sia il drenaggio tissutale che il miglioramento del tono muscolare.
TRATTAMENTI LOCALIZZATI
  • I RIMEDI DA USARE IN CASA: Creme, gel, spray, pillole miracolose, apparecchiature varie: i rimedi del fai-da-te ormai non si contano più! Ma questi prodotti servono davvero? Considerato che la “cellulite” è una vera e propria malattia del connettivo, l’unica cosa da fare è affrontarla su più fronti e un buon automassaggio, con prodotti che svolgano azione drenante, lipolitica e vasoprotettrice può senz’altro migliorare il quadro estetico, senza però avere la presunzione di eliminare l’inestetismo alla fonte (quando, per esempio, c’è un problema di stasi venosa). L’idromassaggio può essere sfruttato per l’azione levigante, rassodante e drenante i liquidi interstiziali dovuta al flusso sulla pelle delle “bollicine” prodotte dall’apparecchio, che funzionano esattamente come un micromassaggio.
  • I TRATTAMENTI IN ISTITUTO: Affidarsi alle mani di un’estetista qualificata per combattere i cuscinetti significa, in fondo, aver voglia di coccolarsi un po’ e di regalarsi momenti di vero e puro relax. Naturalmente anche in questo caso non aspettiamoci dei miracoli e ricordiamoci che in casi di cellulite di stadio avanzato i trattamenti estetici sono solo un “utilissimo” supporto ad altri tipi di trattamento che, però, agiscono più in profondità.

L’ALIMENTAZIONE PRIMA DI TUTTO

Una dieta anticellulite, da affiancare ad altre cure, non può essere trascurata, se si vuol davvero ottenere il massimo dei risultati. La dieta efficace contro la cellulite deve essere composta per il 30 per cento da proteine, mentre i carboidrati non devono superare il 36. Quindi orientarsi verso piatti che favoriscano le proteine è l’unico modo per ottenere risultati concreti. Via libera, a carne, pesce, uova e latticini freschi (fiocchi di latte, ricotta), ma anche a legumi freschi, fagioli, piselli e fave. Evitare insaccati e formaggi stagionati: il sodio in essi contenuto favorisce la ritenzione idrica. Per quanto riguarda i carboidrati complessi possono essere assunti ma con la giusta dose e per non più di due volte al giorno. Un aiuto importante arriva dalla natura: se davvero si vuol combattere efficacemente la cellulite non devono mancare sulla  tavola frutta e verdura fresche: sono loro le  grandi alleate brucia cuscinetti. Sono consigliate la frutta e verdura di stagione perché ricche di potassio, minerale che contrasta gli effetti del sodio. Quindi niente di meglio che mettere in tavola, proprio in estate, pomodori, peperoni, cavolini, banane, ciliegie, kiwi, pesche, cocco, melone e anguria. Ogni momento è quello giusto per mangiarle: si può partire dalla mattina con la colazione, per poi continuare con lo spuntino di mezza mattinata.Ad esempio per uno “spezzafame” sano e ipocalorico delle 11, sgranocchia un finocchio o mezza mela con la buccia: le loro fibre modulano l’assorbimento degli zuccheri nel tempo ed evitano i poco salutari “su e giù” della glicemia.Ed infine  per una buona dieta anti cellulite parlando dei condimenti: non più di sei cucchiaini da tè di olio extravergine di oliva al giorno.

  • FONDAMENTALE L’ACQUA !!: Durante il giorno si deve bere molta acqua;  2-3 bicchieri d’acqua appena  alzati, in particolare entro le 10.30-11.00 del mattino, quando il corpo è predisposto a eliminare tossine. Meglio ancora  verso le 7.30-8.00. La cellulite si forma perchè i liquidi presenti nella pelle (quando prende la caratteristica forma “a materasso”) sono superiori ma rimangono bloccati nell’ipoderma, lo strato profondo della cute. Perciò 2-3 litri di acqua oligominerale naturale nell’arco delle 24 ore favoriscono una buona attività intestinale, l’eliminazione delle tossine e, appunto, la “liberazione” dei liquidi intrappolati nell’organismo. Uno sguardo ai benefici di frutta e caffè:
  • CAFFÉ: Il caffè, contiene caffeina dalla comprovata azione apolitica: accelera il metabolismo dei grassi anche nelle zone più a rischio cellulite e cioè su cosce e glutei. Tre tazzine al dì sarebbero l’ideale; abusarne significherebbe insonnia e irrequietezza soprattutto per chi non ne è abituata.
  • POMPELMO: Il pompelmo è ricco di vitamina C, un’alleata preziosa contro la cellulite: favorisce la sintesi di nuovo collagene che dà più tono e compattezza alla pelle cellulitica. Inoltre, è anche ricca di bioflavonoidi, sostanze vegetali che migliorano la circolazione linfatica e sanguigna periferica.
  • ANANAS: Il gambo, soprattutto, è ricco di bromelina, enzima che favorisce l’assimilazione delle proteine. In più risveglia il metabolismo. Per una maggiore efficacia si può assumere il gambo anche sotto forma di integratore.
  • MIRTILLI: Sono una fonte di bioflavonoidi e specialmente di antociani (o antocianosidi): queste preziose sostanze rinforzano le pareti interne dei capillari migliorando la circolazione anche nelle zone cellulitiche.

Alcuni accorgimenti da seguire:

  • Suddividere l’alimentazione giornaliera in 4-5 pasti
  • Consumare più verdure che saziano e sono ipocaloriche
  • Consumare frutta ricca di vitamina C e sostanze antiossidanti
  • Optare per cotture semplici (vapore, griglia)
  • Evitare di salare molto
  • Bere molta acqua non gasata, che aiuta ad eliminare attraverso le urine i liquidi trattenuti dai tessuti
  • Evitare cibi molto salati
  • Svolgere attività fisica (camminare, nuotare, fare ginnastica)

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